mercoledì 6 aprile 2016

Sri Lanka

Come vi ho raccontato la scorsa settimana a Pasqua sono andata dieci giorni in Sri Lanka.
Wild elefants in Habarana
Purtroppo come tutte le vacanze anche questa ha il potere magico di sembrare dal giorno dopo il ritorno trascorsa da decenni.
Io in effetti sto cambiando velocemente pelle come i serpenti, abbandonando la fugace abbronzatura, ma c’è un cassetto della cucina che trabocca di curry e spezie che per smaltire dovrei consumare da ora fino alla vecchiaia.

Vi racconto brevemente le tappe del viaggio e come ci siamo spostati (lì noleggiare la macchina è piuttosto complicato…).
Tenete conto che in Sri Lanka in strada vige l’assoluta regola del più grosso: pedoni e bici sono insetti fastidiosi, i tuk tuk e le moto devono lasciare il passo alle macchine, ma soprattutto ai pullman che sono più alti dei nostri autobus, sono decorati a seconda del credo dell’autista e hanno due clacson: uno isterico per comunicare l’impellente necessità di un sorpasso mortale in curva e l’altro per ringraziare il veicolo che si è scansato o è precitato dalla scarpata. Sì, perché in Sri Lanka il sorpasso non si fa quando non c’è nessuno nella corsia contraria, si prova sempre, si esce a destra (la guida è a sinistra) e al limite se il veicolo che sopraggiunge nell’altro senso è troppo grande perché si possa passare in tre, si rientra sterzando pericolosamente.
Pullman
Atterrati a Colombo, la capitale, alle 8 di mattina abbiamo trattato con un "driver" locale (il corrispettivo dei nostri taxi) perché ci accompagnasse ad Habarana (di solito il prezzo che vi propongono equivale a quasi il doppio di quello di cui si accontenterebbero).
Il giorno dopo con un tuk tuk ci siamo fatti portare ai piedi di Sigiriya e a Polonnaruwa.
Sigiriya
Sigiriya
Con l’autobus da Habarana siamo arrivati a Kandy; poi, con un altro autobus, facendo una strada panoramica tra le piantagioni di tè, a Nuwara Eliya .
Piantagioni di tè di Nuwara Eliya
Donne al lavoro nelle piantagioni di tè
Da lì, con un "driver" siamo andati a Sud, al parco di Yala
Yala Park
Poi con un autobus siamo arrivati a Mirissa, località sul mare più turistica, dove abbiamo visto le balene e i delfini (tenete conto che tutto lo Sri Lanka non è meta di turismo occidentale di massa).
Pescatori nel porto di Mirissa
Regole per l'avvicinamento delle balene
Spiaggia di Mirissa 
Caricate le valigie su un altro pullman abbiamo raggiunto Bentota, la nostra ultima tappa, da cui però siamo andati a Galle in giornata con un treno. 


Tabellone degli orari del treno
Galle
Con un ultimo "driver", dopo un ultimo bagno, siamo tornati in aeroporto a Colombo, verso casa, più o meno dieci anni fa ;)
Bentota



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