mercoledì 30 marzo 2016

Pasta fresca fatta in casa 
con foglie di prezzemolo 'vedo non vedo'


Eccomi qui tornata dallo Sri Lanka, dopo dieci giorni di acqua in bottiglia, autobus, guest house nella savana, scimmie, elefanti, cani randagi, riso e curry, cocchi, treni, piantagioni di tè, balene, surf, ustioni, rupie e signore svizzere con la servitù.
Per il racconto delle tappe e per le foto dovete aspettare il prossimo post: il cumulo di cose da fare mi circonda materialmente al momento :D
Però qui vi lascio la ricetta per fare le tagliatelle a mano, perché è due settimane che latito e perché per me sono ancora 5 ore avanti e quindi parlarne a quest'ora mi mette già appetito.
Un bacio
E
Ingredienti:
- 300 g di farina;
- 3 uova;
- un pizzico di sale; 
- 1 cucchiaio di olio evo;
- qualche foglia di prezzemolo.


Disponete la farina a fontana, nel mezzo unite il sale, l'olio e rompete le uova. Con una forchetta sbattetele incorporando pian piano la farina dei bordi, poi iniziate ad impastare energicamente con le mani per circa 5 minuti, se occorre aggiungete un cucchiaio d'acqua. Lasciate riposare l'impasto per un'ora.
Infarinate il piano e il mattarello (in alternativa potete usare la macchina per tirare la pasta), stendete la pasta con spessore di circa 2/3 millimetri. Su metà disponete ordinatamente le foglie di prezzemolo, sovrapponete l'altra metà e ristendete la pasta fino a riottenere lo spessore precedente: le foglie di prezzemolo appariranno in superficie.
Adesso ricavatene il formato che preferite (nel mio caso tagliatelle) e preparatevi a cuocere la pasta (circa 4 minuti: al morso l'interno non deve essere più bianco) e a condirla con il sugo che più vi piace (io ho fatto un trito di olive taggiasche, olio, aglio, un po' di prezzemolo tritato e una grattata di ricotta salata).



mercoledì 16 marzo 2016

Crema di zucca al miele di castagno 
con briciole di ricotta di capra e 
meringhe alla camomilla


L'altro giorno con i colleghi di Upcycle abbiamo organizzato a suon di anni '90 una serata al bowling. 
Come resistere al fascino di quelle scarpette bicolour d'altronde e a quelle grafiche surreali dei tabelloni del punteggio?
Beh, diciamo che molti resistono: lunedì sera c'eravamo più o meno solo noi, ma che risate però...
Ad un certo punto sono persino riuscita a tirare una palla che invece di cadere in avanti ha rischiato di colpire (uccidendolo) chi mi stava dietro, insomma, per stare in tema, e in pendant con le scarpette, la serata è stata uno vero STRIKE!
Ingredienti:
- zucca delica;
- miele di castagno;
- ricotta di capra;
- zucchero.

Per le meringhe:
- 100 g di albumi (circa 3 uova);
- 140 g di zucchero semolato;
- 60 g di zucchero a velo;
- camomilla essiccata.

Per prima cosa montate gli albumi con lo zucchero (aggiungendo prima quello semolato e, quando il composto inizia a diventare bianco, quello a velo). Io vi consiglio di usare la planetaria o delle fruste elettriche, come ultima spiaggia, la frusta a mano. 
Montate la meringa fino a che non sarà bella consistente ("a becco d'oca"), trasferitela con una spatola in una sac à poche con il beccuccio di circa mezzo centimetro e, su una teglia ricoperta di carta forno, ricavate delle meringhine
Cospargete la superficie con la camomilla setacciata e cuocete a 70°C nel forno ventilato (lasciato lievemente aperto) per circa tre ore. 
Staccate le meringhe dalla carta e, quando saranno fredde, riponete quelle che non utilizzate in un sacchetto di plastica e chiudetelo bene con un cordino (le meringhe possono durare diversi giorni se conservate in un luogo secco e asciutto).
Cuocete al forno la zucca con anche la pelle (circa 30 minuti a 230°C), lasciatela intiepidire, rimuovete la buccia e frullatene la polpa zuccherandola con uno o più cucchiaini di miele di castagno.
Condite la ricotta con lo zucchero (più o meno un cucchiaino di zucchero per ogni cucchiaio di ricotta) e sbattetela con una forchetta.
Nelle coppette disponete un cucchiaio di crema di zucca al miele, un po' di ricotta "sbriciolata" e le meringhe alla camomilla.







giovedì 10 marzo 2016

Risotto alla birra rossa saltato, 
funghi porcini, yogurt 
ed erba cipollina 


Se il risotto non sarà finito, lo riutilizzerò domani.
Da un po' di tempo sto dando una mano a studiare ad una bambina delle elementari e mi sono ritrovata davanti all'analisi logica, alle preposizioni e ai verbi. 
In particolare abbiamo un problema con il futuro anteriore. 
Sarà finito indica un'azione che si svolge nel futuro, che, tuttavia, è anteriore rispetto al futuro semplice (riutilizzerò) e che, quindi, a lei sembra passato.
Un passato nel futuro. Suona un po' come una battuta di Interstellar, non so se l'avete visto... 
Vi lascio la ricetta di questa settimana pensata tutta in funzione del futuro anteriore ;)
E

Ingredienti:
- risotto avanzato dal giorno prima (io l'ho preparato con del riso carnaroli della Cascina Candiana, sfumandolo con una birra rossa, cuocendolo con brodo vegetale e mantencandolo con burro e parmigiano);
- funghi porcini secchi;
- 1 spicchio d'aglio;
- prezzemolo;
- yogurt intero;
- erba cipollina;
- olio evo;
- sale q.b.

Mettete a bagno i funghi in acqua calda finché non saranno morbidi, sciacquateli e stendeteli su un foglio di carta assorbente per farli asciugare.
In una padella scaldate un goccio d'olio con lo spicchio d'aglio (vestito, schiacciato), saltate i funghi, salate e aggiungete il prezzemolo tritato (se vi piace potete sfumare con un goccio di vino bianco). Una volta pronti metteteli da parte.
Scaldate una padella antiaderente, versatevi il risotto (freddo) senza aggiungere grassi, compattandolo con un cucchiaio di legno (io per dare la forma circolare ho usato un coppapasta appoggiato direttamente sulla padella, ma potete anche occupare tutta la superficie, a modi frittata o rosti, per intenderci).
Lasciate dorare la superficie circa 5 minuti per lato.
Servite, aggiungete sopra i funghi e a lato una cucchiaiata di yogurt, finendo con un pizzico di erba cipollina tagliata fine.




mercoledì 2 marzo 2016

"Apple" cake


Proprio in questi mesi si discute dall'altra parte dell'Oceano se sia legittimo da parte degli apparati di polizia farsi consegnare dall'azienda i codici di sicurezza dell'Iphone.
Da una parte la Apple (che ha inventato il mercato degli smartphone e di cui ne possiede una considerevole fetta) protegge i propri clienti da una violazione della privacy, dall'altra la polizia (nello specifico l'FBI) asserisce la necessità, in casi estremi, di dotarsi di tutte le informazioni contenute nel dispositivo.
Il giudice, interrogato relativamente al caso del cellulare appartenuto al responsabile della strage di San Bernardino, se deciderà di accogliere le richieste dell'FBI, ordinando all'azienda di fornire i codici di accesso, creerà inevitabilmente un precedente per altri casi simili in cui la polizia ha chiesto o chiederà i codici di protezione dei dispositivi.
La questione è estremamente interessante: da una parte c'è la tutela degli interessi della collettività (reperire informazioni del terrorista, dell'assassino, di colui che commette una frode...), dall'altra quella dei singoli a cui devono essere garantiti i diritti personali di libertà.
Lo Stato non si fermerebbe più sulla "soglia" privo della chiave (il codice di protezione dei dati) ma, in casi "estremi", potrebbe varcarla.
Il consueto rischio è quello dell'uso improprio di questo strumento, lo spettro è quello di uno Stato troppo invasivo, di poteri di polizia troppo forti: la chiave a mio parere può risiedere solamente nella declinazione delle condizioni a fronte delle quali ciò possa avvenire.

Ingredienti:
- 2 mele;
- 1 pugno di noci;
- cannella in polvere;
- 1 cucchiaio di zucchero;
- 1 noce di burro.

Sbucciate le mele e tagliatele a dadini.
In una padella sciogliete la noce di burro, versatevi le mele, le noci e cospargete di zucchero; lasciate caramellare, girando con un cucchiaio di legno di tanto in tanto, finché le mele non saranno dorate. 
Aggiungete una spolverata di cannella e lasciate intiepidire.
Stendete e ricoprite una tortiera con metà della pasta frolla; farcite con le mele e le noci; stendete l'altra metà della pasta, asportando la parte del vostro disegno della mela (ricavato con un coltello o con uno stampino).
Cuocete a 180°C per circa 40 minuti.